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FOTOTERAPIA. Scatto quindi sono.

“A cosa serve una grande profondità di campo 

se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?”

-E. Smith-

In un’epoca dove quasi nessuno è immune dai selfie e dalla loro condivisione sui vari social, da Facebook ad Intsagram, la fotografia sta assumendo un nuovo significato, basato più sull’estetica che sul contenuto e sulla tecnica.

L’importante non è più come scattare, ma cosa scattare. E’ su questo nuovo assunto che la Foto-terapia cerca di lavorare, con l’obiettivo di attribuire nuovo valore alla fotografia, non basato solo sull’estetica ma su un significato più profondo di carattere psicologico.

Quindi, la fotografia diviene elemento di lettura della persona in un contesto protetto come quello della stanza dello psicoterapeuta.

Ma cosa è la Foto-terapia? Qual è il suo valore aggiunto all’interno del contesto terapeutico?

La Foto-terapia è una pratica terapeutica che utilizza le fotografie personali, di famiglia e scattate da altri, con l’obiettivo di far esplorare alla persona il proprio mondo interiore ed emotivo dando nuova forma alla relazione terapeutica. L’uso delle fotografie permette allo psicoterapeuta di esplorare i vissuti del proprio cliente sotto forma di linguaggio non verbale, attraverso le immagini che diventano forma visiva di sentimenti, di pensieri e di memoria. Le fotografie documentano il mondo interiore della persona, tralasciando l’aspetto tecnico ed estetico della fotografia, dando spazio e valore al suo significato più profondo di carattere psicologico. Di conseguenza, la Foto-terapia riguarda la fotografia – come –comunicazione e non la fotografia – come – arte.

Una delle prime psicoterapeute ad utilizzare la fotografia nel proprio studio è stata Judy Weiser,oggi direttrice del Photo Therapy Centre di Vancouver, in Canada.

Weiser sostiene che uno psicoterapeuta, per utilizzare la tecnica della Foto-terapia con i propri clienti/pazienti, non debba essere necessariamente un bravo fotografo anzi, la preparazione tecnica professionale nel campo della fotografia può risultare svantaggiosa nella lettura delle immagini in terapia, ostacolando l’esplorazione emotiva da parte del cliente. Pertanto, “il compito del terapeuta è quello di usare le fotografie per imparare il linguaggio simbolico della persona e, poi, aiutarla a capire costa stia accadendo dentro di sé” (Krauss D., 2009).

La Foto-terapia si differenzia dalla Fotografia Terapeutica; la prima usa le fotografie durante la terapia, mentre la seconda le utilizza come terapia. Tra l’altro solo coloro che sono psicoterapeuti possono utilizzare la Foto-terapia con i propri clienti, poiché hanno una formazione e competenza adeguate in ambito psicologico e clinico. Al contrario, chi si occupa di Fotografia Terapeutica ha conoscenze solamente nell’ambito della tecnica fotografica.

Il terapeuta, durante un percorso di psicoterapia, ricorre alla Foto-terapia per far emergere nella persona nuovi vissuti emotivi, spesso taciti e nascosti. Ciò su cui si focalizza l’attenzione non è tanto l’immagine piuttosto tutto ciò che emerge nel momento in cui il cliente interagisce con essa. E’ in questo modo che tale tecnica viene in aiuto al terapeuta; là dove lo specialista sente di voler esplorare vissuti profondi della persona che fanno fatica ad emergere ma che sono importanti per raggiungere nuove consapevolezze.

E’ importante sottolineare che uno psicoterapeuta efficace metterà in relazione il proprio cliente con la fotografia senza dare interpretazioni e senza condurlo “a vedere” per forza qualcosa che egli non riesce a cogliere con la propria percezione. La lettura della foto sarà fatta in due, nello stesso momento e nel “qui ed ora” durante la terapia.

Viene da sé chiedersi quali tipologie di fotografie verranno utilizzate durante il percorso di Foto-terapia. Judy Weiser suggerisce cinque tecniche di Foto-terapia (Weiser J., 2006):

  1. Foto che sono scattate o create dal cliente
  2. Foto fatte dal cliente ad altre persone
  3. Autoritratti
  4. Album di famiglia e altre raccolte biografiche di foto
  5. Foto-proiettive (qualsiasi tipologia di foto che attiri il cliente)

Tuttavia, l’uso di queste tecniche può variare a seconda della persona con cui si sta lavorando. Inoltre, la Foto-terapia può essere impiegata nel lavoro con il singolo, con la coppia e in gruppo.

La fotografia ha un grande potere catartico che deve essere dosato in modo appropriato dal terapeuta, al fine di permettere alla persona di entrare in contatto con se stessa, per migliorare la propria qualità di vita.

Paula M. Nocchi

Nella nostra équipe la Dr.ssa Paula M. Nocchi utilizza la tecnica della Foto-terapia durante la Psicoterapia. Inoltre, organizza workshop di gruppo con l’ausilio della fotografia.

E’ possibile richiedere informazioni e/o appuntamento direttamente

al numero: 338/2400954 o scrivendo un’email all’indirizzo: psiche.tresessanta.roma@gmail.com

 

Bibliografia:

Weiser J. (2006) Tecniche di FotoTerapia nel counseling e nella terapia. Usare le foto comuni e le interazioni con le fotografie per aiutare i clienti a prendersi cura delle proprie vite, Informazione:Psicoterapia, Counseling e Fenomenologia, Vol.7

Weiser J., Kraus D. (2009) Picturing PhotoTherapy and Therapeutic Photography: Commentary on articles arising from the 2008 International Conference in Finland, European Journal of Psychotherapy and Counseling