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VIOLENZA CONTRO LE DONNE

 

 

 

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, almeno 1 donna su 3 ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della vita.

Generalmente questi uomini non sono sconosciuti ma, bensì, partners, amici o parenti.

Trai il 2000 ed il 2012 i femminicidi sono stati oltre 2200 (Eures – Ansa).

Nella maggior parte dei casi, le donne non denunciano le violenze subite; il 96% non parla con nessuno del malessere in cui vive.

Questi dati ci fanno comprendere quanto il fenomeno della violenza contro le donne sia diffuso nella nostra società e quanto colpisca indifferentemente dal ceto sociale, dalla cultura di riferimento, dalla religione, dall’età e dalla regione di appartenenza.

Che cos’è, però, la violenza?

Si definisce violenza: “Coazione fisica e morale esercitata da un soggetto su un altro così da indurlo a compiere atti che altrimenti non avrebbe compiuto” (Dizionario Zingarelli, 2002).

Secondo Umberto Galimberti la violenza si distingue in “(…) una violenza fisica portata sul corpo dell’altro con intenzione distruttiva, da una violenza morale che va dal controllo al condizionamento, dall’influenza all’imposizione di credenze o valori. Dal punto di vista psicologico la violenza è considerata come una figura dell’aggressività che si registra o come reazione a vere o presunte ingiustizie subite, o come tentativo di realizzazione della propria personalità…” (Umberto Galimberti, 2010)

…e la violenza di genere (violenza contro le donne)?

Si intende per violenza di genere: “ogni forma di violenza psicologica, fisica, sessuale ed economica, ivi compresa la minaccia di tali atti, rivolta contro le persone in ragione della loro identità di genere indipendentemente dall’orientamento politico, religioso o sessuale delle vittime”. Nelle raccomandazioni internazionali la violenza di genere è solitamente definita come violenza esercitata dal genere maschile sul genere femminile.

Il fenomeno della violenza di genere riguarda, per lo più, la violenza domestica. Quest’ultima è stata a lungo vista come un affare privato e non come un reato alla persona.

 Esistono più forme di violenza.

Studiosi, ricercatori e specialisti, visto le diverse forme che assume la violenza, hanno stabilito che la violenza si differenzia in (Barletta R., Federici A., Muratore M.G. a cura di, 2008)

  • Violenza fisica “(…) minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, l’ustione e la minaccia con armi”. Essa è la violenza più visibile perché segna il corpo della donna
  • Violenza psicologica: la donna, in questo caso, viene minacciata, le si rifiuta la comunicazione, vengono messi in atto comportamenti mirati al controllo, alla svalorizzazione, ad imporre modi di fare e di essere. Inoltre, la violenza psicologica è caratterizzata da: insulti, ingiurie, atti dispettosi, come ad esempio rompere o rovinare oggetti che hanno un significato ed un valore affettivo importante per la donna.
  • Violenza economica: consiste nell’impedire alla donna il libero accesso alle risorse economiche. Ad esempio il continuo e ossessivo controllo degli scontrini per verificare il denaro che viene speso.
  • Violenza sessuale: imporre rapporti sessuali non desiderati o pratiche sessuali non desiderate.

Secondo la letteratura, che si occupa della violenza di genere, l’abuso psicologico è spesso percepito dalle donne come più devastante delle aggressioni fisiche; esso, nella maggior parte dei casi, predice e/o accompagna l’abuso fisico.

Le conseguenze della violenza sulla donna.

La violenza sulla donna ha conseguenze di diverso genere, che vanno dai danni fisici, sociali (ad es. isolamento e timore di relazionarsi con le altre persone) a quelli psicologici.

Vediamo quest’ultimi:

Ansia, fobia, attacchi di panico, disturbi ossessivo compulsivi

Depressione o disturbi dell’umore

Disturbi del comportamento alimentare

Bassa autostima

Difficoltà di concentrazione

Uso e/o abuso di psicofarmaci, alcool e/o droghe

Disturbi/disfunzioni sessuali

La maggior parte delle volte la donna vive un senso di colpa e di vergogna che non la portano a chiedere aiuto e sostegno alle forze dell’ordine e agli specialisti, come a noi psicologi/psicoterapeuti.

Cosa può fare lo psicologo/psicoterapeuta per la donna vittima di violenza?

Spesso, le donne che arrivano a chiedere aiuto hanno subito per lunghi anni o per lungo tempo maltrattamenti da parte del proprio partner o da un parente. Pertanto, lo psicologo/psicoterapeuta troverà davanti a sé una persona fragile da aiutare. Crediamo, che in questi casi, non sia importante ed utile soffermarsi sull’evento traumatico in sé ma mostrarsi accoglienti ed empatici nei confronti della nostra cliente. Queste condizioni permetteranno alla donna di sperimentare lo studio dello psicologo/psicoterapeuta come un luogo sicuro e ciò renderà possibile il lento affiorare delle emozioni, negative e positive, finora sopite. A piccoli passi, quindi, la cliente riuscirà ad uscire anche dalla violenza in cui si trova, riuscendo a diventare consapevole delle proprie capacità e risorse.

Tuttavia, si consiglia a quelle donne che stanno vivendo una situazione di pericolo, per sé o per i propri figli, di rivolgersi ad uno dei tanti centri antiviolenza sparsi sul territorio nazionale. Tutte le informazioni possono essere richieste al numero verde 1522.

Per richiedere supporto psicologico, nel caso si stesse subendo violenza, è possibile rivolgersi alle Dott.sse Paula Marina Nocchi e Alessia Dello Monaco.

L’aiuto viene offerto a singoli e a gruppi di donne.

La Dott.ssa Paula Nocchi organizza anche incontri e seminari sulla violenza di genere.

 

Dott.ssa Paula Marina Nocchi

Psicologa clinica, formatrice aziendale

 

INFORMAZIONI UTILI

http://www.istat.it/it/files/2013/03/7_Sicurezza.pdf

http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/numeri-di-pubblica-utilita-sezione/117-numero-verde-1522-antiviolenza-donna

BIBLIOGRAFIA

Barletta R., Federici A., Muratore M. G. (2008) La violenza contro le donne. Indagine Multiscopo sulle famiglie “sicurezza donne” anno 2006, Istat, Roma

GALIMBERTI U. (2006) Dizionario di psicologia Utet, Torino

ZINGARELLI N. (2002) Vocabolario della lingua italiana Zanichelli, Bologna

 

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